Mietta chiude il Festival del Libro Possibile: “Ritorno a rotta di collo con un libro che vi stupirà grazie all’ispirazione che le donne pugliesi mi hanno donato. Io, tarantina doc.” Attualità Cultura Eventi e Tradizioni Libri 11 Luglio 201612 Luglio 2016 di Romolo Ricapito Il Festival Ill libro Possibile ha ospitato nella sua ultima giornata (9-6-2016 ) la cantante Mietta con un’edizione speciale del suo libro Tra l’Acqua e l’Olio (Ker Edizioni) che uscirà in versione integrale prima di Natale. La popolare artista si è presentata al pubblico di Polignano a Mare in grande forma, sia fisica che umorale, rivendicando con orgoglio la sua pugliesità. L’interprete di “Canzoni”, “Vattene Amore” e “Fare l’Amore” doveva essere ospitata qualche anno fa col suo primo romanzo L’Albero delle Giuggiole, pubblicato da Kowalsky, ma i suoi impegni di neo mamma l’avevano costretta a dare forfait. Oggi, più libera dai doveri familiari, ha potuto concedersi una sorta di “risarcimento” a posteriori da quella forzata assenza. L’anteprima di Tra l’Acqua e l’Olio è stata programmata in accordo con la direttrice artistica della kermesse letteraria, Rosella Santoro. Mietta, originaria di Taranto, si è ispirata per questa sua nuova opera alle credenze popolari pugliesi, ricordando dapprima a se stessa da dove esse provengano Si tratta di una cultura antica che attiene alle donne religiose che pregavano col rosario in mano, ma che si riservavano anche riti scaramantici risalenti alla notte dei tempi, come la santamonaca. Essi servivano a sconfiggere la paura in situazioni difficili come ad esempio quella dei figli che partivano per la guerra. Le antenate ascoltavano i rumori della terra, le suggestioni dei sogni, lo scrosciare della pioggia. Mietta è rimasta affascinata dalla lettura del libro La Donna dalla Coda d’Argento di Hernan Harache Mamani che parla del viaggio deicuranderos nelle Ande e propone un modo insolito di essere donna, inteso come essere primario (e non secondario) della Creazione. Ispirata da Mamani, Mietta ha elaborato questo suo testo che consta di quattro storie al femminile, quelle di donne che si avvicinano a mondi lontanissimi . Mietta che ha scherzato sulla sua “età” inforcando gli occhiali da lettura per recitare in modo perfetto un passo del libro, ha anche giocato sul fatto che ormai sarebbe troppo tardi per avere un secondo figlio. Splendida nei suoi 46 anni, la star pugliese ha dimostrato di essere in grado di padroneggiare da sola la serata (il suo presentatore era molto intimidito e si è regalato un ruolo piuttosto defilato) grazie alla sua verve autentica e spontanea di artista animata da intenti sinceri e originali. In merito all’invito alla lettura del suo romanzo, Daniela (è questo il suo nome di battesimo) ha detto che “ad esso occorrerebbe approcciarsi senza infingimenti o pregiudizi,” essendo scritto da scritto da una cantante, che in un ‘accezione diffusa non dovrebbe fare altro che cantare: “mi piace ballare, come mi piace reciatare e amo anche scrivere!” ha dichiarato allegramente, osservando che il suo stile di rifà alle sceneggiature cinematografiche. “Dunque vi invito ad acquistare il mio libro se vi dovesse incuriosire. Sono dell’opinione che ciò che incuriosisce va comprato”. Mietta ha raccontato che salutando fans o gente sconosciuta per strada, coloro cioè che solitamente le chiedono l’autografo, ha riscontrato nel pubblico la voglia di raccontarsi e parlare della propria vita. Un’anziana le regalò molti anni fa un diario, ormai ingiallito, che la cantante conserva gelosamente . La donna, ormai scomparsa, scriveva di un rito scaramantico facente parte della sua vita fatta di cose semplici ma anche autentiche e singolari che costituivano il suo quotidiano. Epperciò Mietta intende omaggiare queste donne “che sanno di borotalco e zappano la terra” accettando il bene e il male della natura.